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Turismo internet e alberghi in Italia

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Otto Geleng, Taormina

11 Settembre 2026 da lara

Otto Geleng era un pittore paesaggista tedesco nato a Berlino nel 1843. Fatto abbastanza fuori mano per un ristorante di Taormina, direte voi. Ha invece tutto il senso del mondo: fu proprio grazie ai suoi quadri, esposti in Germania e in Francia negli anni Settanta dell’Ottocento, che il resto d’Europa scoprì Taormina, ancora un paesino di pescatori appollaiato tra il mare e l’Etna, e decise che valeva la pena arrivarci. Il pittore visse in città fino alla morte, nel 1939. Il Belmond Grand Hotel Timeo, che è la sua eredità più elegante, gli ha intitolato il ristorante gourmet: Otto Geleng, appunto.

Non ci sono mai stata, ma i racconti di chi ci è stato coincidono tutti su un punto: si viene qui prima di tutto per la terrazza. E la terrazza sta esattamente dove uno se la aspetterebbe, se avesse potuto scegliere: sospesa sopra il Teatro Antico e con lo sguardo che va dritto sull’Etna. Dodici tavoli, non uno di più, disposti a cornice del panorama. Un ristorante piccolo dentro un albergo grande, protetto dall’affollamento e coccolato da un servizio che le testimonianze descrivono come attento senza essere invadente.

La terrazza sopra il Teatro Antico

La terrazza del Timeo è una di quelle scenografie che rendono complicato mangiare, non perché il cibo non lo meriti, ma perché si tende a distrarsi. La città vecchia da un lato, la costa che scende verso Naxos dall’altro, il vulcano che chiude l’inquadratura sullo sfondo: un’immagine che vale la pena vedere almeno una volta a stomaco vuoto per goderla senza compromessi, e almeno una volta a stomaco pieno, quando cala la sera e le luci del paese cominciano a fare la loro parte.

Il resto della sala è coerente: pavimenti in cotto siciliano, ceramiche di Caltagirone, mise en place elegante ma non ingessata. Un’ora prima del tramonto è il momento migliore per arrivare: c’è la luce dorata che i pittori tedeschi come Geleng amavano, e c’è anche il tempo di prendere un aperitivo nel bar del grand hotel prima di sedersi a tavola.

In cucina: Roberto Toro

La cucina è affidata a Roberto Toro, chef siciliano di Vittoria che ha attraversato importanti esperienze italiane e internazionali prima di prendere in mano Otto Geleng. La sua è una cucina che parte dall’isola e non se ne discosta: il pescato del giorno dei mercati locali, i vegetali dei produttori dell’entroterra ibleo, gli agrumi di Sicilia, i formaggi delle Madonie. La disciplina tecnica è quella dell’alta cucina contemporanea, ma il vocabolario resta sempre siciliano.

In carta si trovano un menù degustazione più lungo e uno più contenuto, oltre alla scelta libera. La lista dei vini è di grande respiro, con una sezione ovviamente dedicata alle etichette dell’Etna e del Cerasuolo di Vittoria, ma senza chiusure regionaliste: le bollicine francesi, le grandi denominazioni della Borgogna e dei Langhe ci sono tutte.

Cosa aspettarsi a tavola

Le testimonianze parlano di un’esperienza lunga, curata, che si distende su tutta la serata: contate almeno tre ore per il degustazione più corposo. Il servizio è in italiano e inglese, con quella particolare disinvoltura degli hotel Belmond, dove il personale sa alternare formalità britannica e calore siciliano in dosi ben calibrate. La cucina esce dagli spazi del ristorante gourmet e dialoga con il resto del Timeo (colazione e lunch avvengono in altri due indirizzi dell’hotel), quindi non ci si dovrebbe sorprendere se si incontrano gli stessi ospiti anche alla piscina, il giorno dopo.

Prima di prenotare

Otto Geleng apre solo la sera, con stagione da aprile a fine ottobre; in inverno il ristorante è chiuso. La sala conta pochi tavoli, quindi prenotare con largo anticipo è indispensabile: due o tre settimane in bassa stagione, un mese buono in alta. La prenotazione si fa tramite il sito Belmond (belmond.com) o attraverso la concierge dell’hotel.

Dress code: elegante. Non richiedono la giacca, ma la maggior parte degli ospiti la indossa. Ristorante stellato Michelin, con spesa che indicativamente si colloca oltre i duecento euro a persona con l’abbinamento vini, considerabile un’esperienza da metà o da chiusura di una vacanza siciliana ben pianificata, non da appuntamento improvvisato.

Se avete già cenato qui, raccontatemi cosa avete visto per primo: il piatto o l’Etna.

Archiviato in:Ristoranti Contrassegnato con: Hotel, Italia, Prenotazioni, Sicilia

La Sponda, Positano

14 Agosto 2026 da lara

Ci sono ristoranti che si giudicano dopo l’antipasto, e ristoranti che ti prendono da come alzi lo sguardo entrando in sala. Le Sirenuse a Positano appartiene alla seconda categoria. La Sponda, il suo ristorante, ha uno di quei colpi di scena che ti mettono di buonumore prima ancora di sederti: centinaia di candele sospese. La sera ci vuole un’ora per accenderle tutte.

La sponda
La sponda

Confesso di aver sempre avuto un debole per i posti che sanno mettere in scena sé stessi senza mai scivolare nel kitsch, e Positano (che di solito fa una fatica enorme a non scivolare da nessuna parte, incastonata com’è a picco sul mare) ci riesce spesso proprio grazie a Le Sirenuse. La famiglia Sersale ha aperto l’albergo nel 1951, dopo aver trasformato la casa di vacanza di famiglia in un piccolo hotel di trentadue camere. Oggi le camere sono cinquantotto e l’insegna è entrata in ogni classifica di prestigio del mondo, ma la sensazione, quando si entra a La Sponda, è ancora quella di essere ospiti dentro una casa privata particolarmente ben riuscita.

La sala e le candele

La sala è al primo piano, con le grandi finestre affacciate sulla baia di Positano: non una vista scenografica, la vista. La vista con la maiuscola: la cupola gialla di Santa Maria Assunta, le luci delle case aggrappate alla roccia, il buio del mare oltre. I lampadari sono di maiolica vietrese, i pavimenti a mattonelle antiche, gli specchi dorati, il servizio in porcellana disegnato apposta. E poi loro, le candele: piccole, bianche, disposte ovunque, sui tavoli, sui davanzali, negli angoli. Le accendono una a una prima che i primi ospiti entrino, e a quel punto la sala smette di essere una sala d’albergo e diventa qualcosa d’altro, qualcosa che ha più a che fare con la memoria del Grand Tour ottocentesco che con la ristorazione contemporanea.

Prendetela come volete: a me questa cosa fa impazzire.

In cucina: Gennaro Russo

Le mani in cucina sono quelle di Gennaro Russo, chef campano che ha fatto un pezzo importante del suo percorso con Alain Ducasse tra Parigi e Monaco prima di trovare la sua strada in Costiera. La cucina di La Sponda è mediterranea d’autore, radicata nel repertorio campano, con qualche digressione verso la Sicilia che sta di fronte, e maneggiata dalla mano ferma di chi ha imparato la disciplina francese senza mai rinunciare all’anima: il pescato del giorno, la pasta trafilata al bronzo, i vegetali dei giardini positanesi che compaiono nei piatti insieme ai grandi classici della tradizione. In carta convivono un percorso più legato al territorio e uno di taglio contemporaneo, oltre alla scelta libera à la carte.

Il vino: la lista è ampia, con una selezione forte sui bianchi campani (Fiano, Falanghina, Greco di Tufo) e una sezione internazionale che copre le grandi denominazioni francesi e piemontesi. Se non conoscete i vini della zona, lasciatevi guidare dal sommelier: è una delle esperienze più formative che si possano avere in una sera di vacanza.

Cosa aspettarsi a tavola

La cena a La Sponda non è veloce e non pretende di esserlo. Contate almeno due ore e mezzo, tre se scegliete uno dei menù degustazione: il ritmo è quello del ristorante d’albergo classico, dove ogni portata ha il suo tempo di arrivo, di racconto e di riflessione. Il servizio è discreto ma presente, in italiano e inglese perfetti, con quella particolare capacità positanese di trattare l’ospite come una vecchia conoscenza senza mai perdere in formalità.

Un consiglio pratico: se potete, prenotate un tavolo vicino alla finestra e presentatevi con almeno venti minuti di anticipo. Prima dell’inizio della cena c’è un bar terrazza (il Champagne & Oyster Bar) dove aspettare con un calice di bollicine e le luci di Positano che iniziano ad accendersi giù nella baia. Vale il costo del biglietto. Il costo del biglietto vale la spesa della cena, ma questo lo sapete già.

Prima di prenotare

La Sponda è un ristorante d’albergo, quindi apre solo la sera (colazione e lunch sono negli altri due indirizzi de Le Sirenuse). La stagione va da fine marzo a fine ottobre: in inverno il ristorante è chiuso, come tutta Positano del resto. Si prenota direttamente sul sito de Le Sirenuse (sirenuse.it) o via mail; il consiglio è di farlo con largo anticipo: tre o quattro settimane in alta stagione, di più se puntate a un tavolo con vista.

Dress code: elegante ma non richiedono la giacca. In Costiera, in estate, un lino chiaro fa buonissima figura ovunque.

Ristorante stellato Michelin, quindi la spesa non è banale: indicativamente si superano i duecento euro a persona con l’abbinamento vini, ma è il tipo di cena che si programma con calma, magari a chiusura di una vacanza lunga o come tappa alta di un viaggio in Costiera fatto bene. Se dovete scegliere un solo ristorante a Positano nella vita, questo sarebbe il mio.

E se ci siete già stati, raccontatemi il vostro tavolo preferito.

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Caruso, Amalfi

5 Novembre 2022 da pieru

Caruso Amalfi

Una delle cose più apprezzate dell’Hotel Caruso è la piscina, oltre ad essere intrinsecamente bellissima permette di godere di una vista spettacolare. L’albergo propone 50 tra camere e suite, si trova in un edificio dell’undicesimo secolo ricco di giardini terrazzati, olivi, alberi di limone e cespugli di rose con mure di pietra antica e soffitti affrescati. Il Caruso fa parte della catena Belmond ed è molto apprezzato dai turisti americani, in particolare quelli alla ricerca di privacy e tranquillità.

Indirizzo: Piazza San Giovanni del Toro 2, 84010 Ravello, Italy; +39 089 858 801, sito ufficiale Hotel Caruso.

Archiviato in:Hotel Contrassegnato con: Campania, Hotel

Le Sirenuse, Positano

7 Ottobre 2022 da pieru

Le sirenuse

Le Sirenuse si trova a Positano, Amalfi, ed è uno degli alberghi più apprezzati dagli stranieri, in particolare sembra essersi guadagnato ottima fama negli Stati Uniti. Fama decisamente meritata: l’albergo offre una vista eccezionale oltre ad un’ospitalità di altissimo livello, le terrazze e le sale all’aperto sono uno spettacolo ma anche gli interni sono all’altezza di un’accoglienza di altissimo livello.

Si trova in una zona famosa per la bellezza ma anche per l’ospitalità, non sorprende sapere che a poca distanza si trovano bar e ristoranti stellati della guida Michelin.

Contatti: Le Sirenuse, Via Cristoforo Colombo, 30 — 84017 Positano, Italy; +39 089 875066. Sito internet.

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Aria Hotel

9 Novembre 2017 da pieru

Secondo alcuni (Tripadvisor) l’Aria Hotel di Budapest è l’albergo migliore del mondo. In realtà è qualcosa di più di un albergo, infatti offre diversi bar, tetto panoramico, piscina riscaldata, sauna, palestra, piscina e idromassaggio.

L’albergo è strutturato su quattro diverse ali, ognuna dedicata a uno specifico genere musicale (Opera, classica, contemporanea e jazz) mentre le camere sono ispirate a artisti, cantanti e musicisti famosi.

In altre parole si possono godere i servizi offerti dall’albergo ungherese anche senza essere ospiti, a giudicare dalle fotografie presenti sull’ottimo sito ufficiale ne vale la pena.

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L’identikit dell’hotel perfetto

6 Maggio 2014 da pieru

Hotelsclick.comHotelsclick.com ha pubblicato una interessante infografica con quello che dovrebbe essere l’identikit dell’hotel perfetto. Vediamo quali sono le caratteristiche presentate:

1. L’hotel perfetto è pulito e in ordine

2. L’hotel perfetto è in una posizione strategica

3. L’hotel perfetto garantisce un ottimo rapporto qualità prezzo

4. L’hotel perfetto gode di una ottima reputazione online

5. L’hotel perfetto offre il wi-fi gratuito

6. L’hotel perfetto serve una colazione da sogno

Per lavoro mi capita spesso di fermarmi in albergo e dopo aver frequentato il web professionalmente per più di 15 anni qualcosa credo di averla imparata. Posso aggiungere quindi qualche commento a questo identikit:

I primi tre punti sono la sagra dell’ovvietà. A nessuno piace buttare il proprio denaro, conosco pochi amanti della sporcizia e anche il fatto che la posizione dell’albergo sia importante mi pare un fatto assodato. Anche quando è l’albergo stesso il motivo del soggiorno, come nel caso dei centri-spa o i complessi con campo da golf e attrazioni analoghe, la posizione è fondamentale. Devo ancora conoscere qualcuno che si ferma in albergo per il gusto di stare in albergo, normalmente il motivo del soggiorno è un altro.

I punti più interessanti sono il 5 e il 6. L’ultimo perchè è qualcosa di estremamente soggettivo, viene intenzionalmente lasciato alla fine per catturare l’attenzione distogliendola dal punto 5. Che è quello che mi interessa di più.

Ovvio che il portale tira l’acqua al suo mulino, ci mancherebbe altro. La reputazione, i commenti dei visitatori precedenti sono importanti, lo sappiamo tutti e tripadvisor ha fatto scuola. Il punto però è che secondo me la reputazione online, anche quella sui social, dovrebbe gravitare attorno al sito dell’albergo, questo secondo me è il futuro dell’ospitalità.

 

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The Cambrian Hotel

15 Aprile 2014 da pieru

The CambrianCome i lettori più affezionati di questo sito avranno notato ultimamente mi sono dovuto adeguare a delle vacanze cotnrarie ai miei gusti e sono dovuto andare in montagna. Ebbene sì, proprio io che detesto sommamente l’altezza, il freddo, l’aria pura limpida e cristallina, le valli e soprattutto le lunghe, faticose e noiosissime camminate in montagna mi sono arreso. A mi giustificazione possono solo dire due parole: tengo famiglia!

La vacanza in sè non è stata come temevo nel senso che è stata molto peggio del previsto e non vedevo l’ora di tornare a casa. Alcuni degli alberghi che abbiamo visitato però meritano una recensione in questo sito perchè sono assolutamente spettacolari e uno di questi è il Cambrian.

Si trova nelle Alpi Svizzere ed è a due passi da un centro termale semplicemente meraviglioso, perfetto per il relax e il benessere. Il personale dell’albergo è perfetto, esattamente come ci si aspetta dagli Svizzeri. Il ristorante non è malvagio. Sul sito dell’albergo (linkato qui sotto) trovate anche una galleria fotografica delle camere e del paesaggio che circonda la struttura.

Sito del Cambrian Hotel

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Dedon Island Resort

27 Marzo 2014 da pieru

Dedon IslandsCi sono 7107 isole nelle Filippine, l’isola di Dedon è una di quelle che vorrei visitare. Mi è bastata una visita al sito di questo albergo e mi sono convinto che è uno di quei posti che meritano di essere visitati almeno una volta nella vita.

L’unica cosa che mi insospettisce è che di 27 recensioni su tripadvisor non ce n’è neanche una con meno di cinque stelle. Possibile che tutti gli ospiti si siano trovati così meravigliosamente da lasciare sempre il massimo punteggio? Che tripadvisor sia pieno zeppo di recensioni taroccate e che ci siano agenzie specializzate nella vendita di recensioni (positive o negative che siano) è un fatto assodato ma in ogni caso io sono convinto, il mio prossimo viaggio nelle Filippine vedrà almeno una tappa in quest’isola che deve essere semplicemente meravigliosa.

Sul sito dell’albergo (linkato poco più sotto) c’è una galleria fotografica che lascia a bocca aperta. Sembra un paradiso.

Dedon Island Resort

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Hotel-Restaurant Oeschinensee

27 Febbraio 2014 da pieru

oeschinensee_austriaGli amanti della montagna adoreranno questo albergo, si trova i Svizzera ed è un posto così bello che è riuscito a farsi apprezzare anche da uno come me che la montagna la detesta.

Non tutti i meriti vanno alle Alpi svizzere, questo deve essere condiviso con lo staff dell’albergo che è sempre stato incredibilmente disponibile e gentile, persino quando lo abbiamo messo a dura prova con il panico di due genitori con una bambina piccola ammalata i terra straniera, in men che non si dica ci hanno rassicurato e confortato e soprattutto si sono attivati per fare arrivare un medico in tempi rapidissimi.

Anche a prescindere da questo aneddoto, che ha sicuramente inciso nella nostra impressione del posto, rimane comunque il fatto che l’albergo è bellissimo, lo staff è esemplare (molti albergatori avrebbero parecchio da imparare) e un soggiorno in questo posto può essere, da solo, considerato un motivo valido per una vacanza nel verde, nella natura e nel relax.

Hotel-Restaurant Oeschinensee

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Astarte

27 Gennaio 2014 da pieru

astarte_grAstarte Suites è un lussuoso hotel boutique con 11 suite, in cui una location a cinque stelle incontra un servizio a sei stelle e un’ospitalità a sette stelle.

Basta guardare la foto allegata per rendersi conto che si tratta di uno degli hotel più belli del mondo, sul sito ufficiale della struttura (il link si trova in fondo alla pagina) è possibile trovare altre informazioni (anche in lingua italiana) e altre fotografie di questo incredibile posto

Costruito nella caldera di Akrotiri, una delle aree più affascinanti dell’isola, di fronte al blu infinito dell’Egeo, ogni dettaglio di Astarte Suites è stato realizzato appositamente per gli ospiti che sanno godere di ciò che conta davvero. L’elegante architettura in stile tradizionale delle Cicladi è in perfetta armonia con l’ambiente, una combinazione di rocce laviche e altri materiali naturali. Ogni suite offre uno stile e una visione personali ed è situata su una spettacolare scogliera nell’affascinante Santorini.

Un rifugio romantico a Santorini

Strutture en-suite:

Tutte le suite sono dotate di vista sul vulcano, sulla caldera e sul mare anche dall’interno delle suite. Camera con letto matrimoniale King-size, Jacuzzi riscaldata privata per due persone, terrazze e balconi privati con la stessa vista mozzafiato, aria condizionata, riscaldamento, camere insonorizzate, TV LCD via cavo, docking station per iPod, lettori DVD (su richiesta), connessione Internet Wi-Fi gratuita, finestre con vetro isoclima, telefono con linea diretta, minibar, cassetta di sicurezza in camera, asciugacapelli, specchio per il trucco, accappatoi, pantofole, cosmetici e altri comfort.

Hotel Astarte (Grecia)

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